REGOLAMENTO DISCIPLINARE DELL’ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO RELATIVO AGLI OPERATORI IN SERVIZI AUSILIARI DI ASSISTENZA E MONITORAGGIO PER IL MICROCREDITO

(approvato il  … , in vigore dal… )

 

Capo I- Disposizioni Generali

 

Art.1- Principi generali

 

  1. Il procedimento disciplinare nei confronti degli iscritti nell’elenco nazionale obbligatorio degli operatori in servizi non finanziari ausiliari di assistenza e monitoraggio per il microcredito, detti Tutor, è volto ad accertare la sussistenza della responsabilità disciplinare dell’interessato per le azioni o omissioni che integrino violazione di norme di legge e regolamenti, o violazione del Codice Deontologico e delle Linee Guida, o siano comunque ritenute in contrasto con i doveri generali di digntà, probità e decoro della professione  e dell’Ente Nazionale per il Microcredito, detto ENM.
  2. Il procedimento è regolato dal presente Regolamento.
  3. Per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento, si applicano, in quanto compatibili, le norme generali sul procedimento amministrativo contenute nella L. n. 241/1990, nel rispetto dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa.

 

Art.2 – Responsabilità disciplinare e comunicazioni

 

  1. La responsabilità disciplinare sussiste ove siano accertati comportamenti  volontari in violazione da parte del Tutor dei doveri professionali, delle Linee Guida e del Codice Deontologico, o comportamenti non riguardanti l’attività professionale del Tutor qualora essi si riflettano sulla sua reputazione professionale, e siano tali da compromettere l’immagine e la dignità della categoria e dell’ENM.
  2. La responsabilità disciplinare sussiste anche se il fatto è stato commesso per imprudenza, negligenza o imperizia, o per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline.
  3. La determinazione qualitativa e quantitativa della sanzione da irrogare deve essere commisurata alla gravità del fatto, alle circostanze dello stesso e alla presenza di precedenti sanzioni disciplinari, nonché alle conseguenze dannose che siano derivate o possano derivare dai medesimi fatti contestati.
  4. Le comunicazioni effettuate all’inizio dell’istruttoria, nel corso del procedimento disciplinare e all’esito dello stesso sono eseguite mediante posta elettronica certificata (PEC).

 

Capo II- Fase Preliminare

 

Art.3 – Promozione del procedimento disciplinare

 

  1. Il procedimento disciplinare nei confronti del Tutor iscritto nell’elenco nazionale obbligatorio è promosso dall’ENM  quando ha notizia di fatti rilevanti ai sensi dell’art. 1 comma 1, su segnalazione di parte o notizia diretta o in seguito all’attività di controllo e monitoraggio svolta da ENM stesso nei confronti dei Tutor.
  2. Le segnalazioni possono provenire da altri iscritti all’elenco, da soggetti pubblici o da privati; le fonti anonime possono essere prese in considerazione solo se debitamente circostanziate.

 

Art.4 – Consiglio di Gestione

 

  1. Le infrazioni ai doveri e alle regole di condotta dettati dalla legge o dal codice deontologico o dalle Linee Guida sono sottoposte al giudizio del Consiglio di Gestione dell’ENM.
  2. Le fasi del procedimento disciplinare saranno curate dal Consiglio di Gestione. Ogni incontro del Consiglio di Gestione è corredato da apposito verbale, sottoscritto da tutti componenti del Consiglio stesso.
  3. Al fine di rendere più rapido lo svolgimento della procedura disciplinare, la relativa istruttoria può essere delegata alla Area Tecnica competente (Ufficio Tutor) dell’ENM.

 

Art. 5 – Accertamenti preliminari

 

  1. L’Ufficio Tutor, quando riceve un esposto, una denuncia o acquisisce comunque notizia di fatti suscettibili di valutazione disciplinare, con le modalità previste dall’art. 2 comma 4, comunica immediatamente all’interessato l’avvio dell’istruttoria preliminare. L’Ufficio Tutor svolge un accertamento sommario preordinato alla verifica preliminare della ricorrenza dei presupposti per l’apertura formale del procedimento disciplinare, ad esempio contattando l’autore della segnalazione, altre persone informate sui fatti, chiedendo ed acquisendo documentazione, invitando il Tutor interessato ad un’audizione istruttoria.
  2. Nel caso in cui si ritenga di procedere all’audizione dell’iscritto all’Elenco, la convocazione per l’audizione deve essere comunicata per iscritto a mezzo PEC con un anticipo di almeno 20 giorni dalla data fissata per l’audizione stessa. La convocazione per l’audizione istruttoria deve riportare sinteticamente i fatti oggetto di accertamento.  In caso di mancata presentazione, giustificata dal tutor, sarà fissata una nuova data; in caso di mancata presentazione, senza alcuna giustificazione, l’istruttoria procederà ugualmente.
  3. Terminata la fase istruttoria preliminare, l’Ufficio Tutor formulerà al Consiglio di Gestione una proposta di archiviazione immediata o di apertura del procedimento disciplinare.

 

Art. 6 – Non luogo a procedere e archiviazione immediata

 

  1. Il Consiglio di Gestione può deliberare, con voto unanime dei presenti e dietro segnalazione dell’Ufficio Tutor, il non luogo a procedere ovvero l’archiviazione immediata quando:
  • I fatti non siano stati commessi da un iscritto nell’Elenco
  • I fatti palesemente non sussistano, o siano, allo stato degli atti, palesemente irrilevanti sotto il profilo disciplinare
  • Le notizie pervenute siano manifestamente infondate
  • Le notizie provengano da fonti anonime e non siano debitamente circostanziate.
  1. Il provvedimento che dispone il non luogo a procedere e l’archiviazione immediata è succintamente motivato e viene comunicato al Tutor interessato e al segnalante per il tramite dell’Ufficio Tutor nelle modalità previste dall’art. 2 comma 4 del presente Regolamento.

 

 Capo III – Il procedimento disciplinare

 

  Art. 7 – Principi e fasi del procedimento disciplinare

 

  1. Qualora il Consiglio di Gestione decida di non archiviare, delibera l’apertura del procedimento disciplinare.
  2. Il procedimento disciplinare e i provvedimenti sanzionatori si svolgono nel rispetto dei principi della conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio, della verbalizzazione e della distinzione tra funzioni istruttorie e decisorie rispetto all’irrogazione della sanzione.
  3. L’apertura del procedimento deve essere motivata e contenere: l’indicazione dei fatti dei quali si contesta la rilevanza disciplinare e l’indicazione della norma di legge o delle Linee Guida o del Codice Deontologico che si ritenga possano essere state violate, eventualmente, integrando le contestazioni mosse all’interessato in sede di accertamenti sommari, in considerazione dell’esito dell’espletata istruttoria preliminare.
  4. Dell’avvio del procedimento disciplinare deve essere data, altresì, sommaria comunicazione al segnalante nelle modalità previste all’art. 2 comma 4 del presente Regolamento.
  5. Le fasi del procedimento sono:
  1. Apertura del procedimento
  2. Presentazione delle controdeduzioni ed eventuale audizione personale
  3. Sospensione della procedura e integrazione delle contestazioni
  4. Delibera e comunicazione del provvedimento

 

Art.8 – Apertura del procedimento

 

  1. La contestazione avviene mediante apposita notifica, dopo la conclusione degli accertamenti preliminari effettuati dall’Ufficio Tutor. La contestazione, oltre agli elementi formali idonei a qualificarla come atto di contestazione introduttivo della procedura sanzionatoria, contiene:
  1. il riferimento all’attività di controllo e/o alla documentazione acquisita dalla quale sia emersa la violazione;
  2. la descrizione della violazione;
  3. le indicazioni delle specifiche disposizioni violate e delle relative norme sanzionatorie;
  4. l’indicazione che può esser presa visione dei documenti istruttori presso l’Ente;
  5. l’invito nei confronti dell’interessato a far pervenire all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) … dell’Ufficio Tutor le eventuali controdeduzioni entro il termine di 30 giorni;
  6. l’indicazione della facoltà, per i soggetti destinatari delle contestazioni di chiedere un’audizione personale entro il termine di 15 giorni dalla ricevuta comunicazione di contestazione
  7. Il termine della procedura pari a 210 giorni.

La contestazione viene notificata tramite posta elettronica certificata (PEC) comunicata dall’interessato al momento dell’iscrizione all’Elenco. In caso di mancato ricevimento della comunicazione di contestazione di cui al periodo precedente per cause imputabili al destinatario, la comunicazione stessa si intende comunque ricevuta.

 

Art. 9 – Presentazione delle controdeduzioni ed eventuale audizione personale

 

  1. I destinatari del procedimento disciplinare esercitano il diritto di difesa attraverso la partecipazione alla procedura. Essi hanno pertanto la facoltà di presentare, in ordine agli addebiti contestati, deduzioni scritte e documenti che l’Ente valuta con riguardo all’oggetto della procedura.
  2. I termini previsti dall’ art. 8 comma 1 lettera e) del presente Regolamento per la presentazione dei documenti difensivi decorrono dalla data di notifica della comunicazione di contestazione. Tali termini possono essere prorogati, a seguito di motivata richiesta dei soggetti interessati, per una sola volta e per un periodo complessivo non superiore a 60 giorni.
  3. I destinatari della comunicazione di avvio del procedimento e contestazione possono chiedere, con istanza separata, di avere accesso agli atti del procedimento sanzionatorio come previsto dall’art. 13 del presente Regolamento.
  4. Ove l’interessato abbia presentato l’istanza di accesso agli atti, il termine per la presentazione delle controdeduzioni scritte è sospeso per una sola volta, dalla data della presentazione dell’istanza fino alla data in cui viene consentito l’accesso presso l’ENM.
  5. I documenti difensivi vanno trasmessi tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo …..
  6. Ferma restando la pienezza del diritto di difesa, l’attività difensiva si svolge nel rispetto del principio della leale collaborazione delle parti: in tale ottica le controdeduzioni, anche al fine di favorire la migliore comprensione delle argomentazioni difensive devono essere presentate in modo essenziale, rispecchiando l’ordine delle contestazioni.
  7. Entro i medesimi termini previsti dall’art.8 comma 1 lettera f) del presente Regolamento, i soggetti destinatari delle contestazioni possono chiedere, con apposita istanza indirizzata a …., un’audizione personale. Le audizioni hanno luogo presso la sede dell’ENM nei 45 giorni successivi all’invio della richieste. Delle audizioni personali viene redatto un sintetico verbale, letto, confermato e sottoscritto dalle parti.

 

Art. 10 – Sospensione della procedura e integrazioni delle contestazioni

 

  1. Il termine stabilito per la conclusione della procedura sanzionatoria può essere sospeso, per una sola volta e per non oltre 90 giorni, qualora, a seguito dell’esame delle controdeduzioni e/o dell’audizione personale dell’interessato, si renda necessario:
  1. richiedere informazioni o certificazioni relativi a fatti, stati, qualità non attestati in documenti già in possesso dell’Ente o non direttamente acquisibili presso altre Amministrazioni o Autorità;
  2. effettuare approfondimenti istruttori tramite accertamenti ispettivi o acquisizione di pareri, anche non obbligatori, di altre Amministrazioni o Autorità;
  3. effettuare contestazioni integrative a seguito di eventuali ulteriori accertamenti provenienti dalla Guardia di finanza o da altre Autorità o Enti.
  1. Ferma restando la predetta ipotesi di sospensione, nel caso in cui siano riscontrati fatti nuovi che costituiscono violazione delle medesime disposizioni contestate, l’Ente può integrare le contestazioni già formulate nei confronti dei soggetti responsabili.
  2. La contestazione integrativa non modifica i termini di conclusione della procedura.
  3. Con riferimento alle contestazioni integrative, gli interessati presentano le proprie controdeduzioni e possono avanzare richiesta di audizione secondo le modalità previste dall’art.9 del presente Regolamento.

 

Art. 11- Delibera e comunicazione del provvedimento

 

  1. Le conclusioni istruttorie confluiscono in una proposta, formulata dall’Ufficio Tutor, di irrogazione di sanzioni o di archiviazione. La proposta, corredata dall’indicazione delle ragioni giuridiche e dei presupposti di fatto che l’hanno determinata, è trasmessa, unitamente agli atti della procedura, al Consiglio di Gestione per le conseguenti statuizioni decisorie.
  2. Nell’ipotesi di necessità di irrogare sanzioni, il Consiglio di Gestione individua le stesse tra quelle applicabili nei confronti degli iscritti nell’elenco previste dall’Ente (richiamo scritto, sospensione e cancellazione), alla stregua del principio della loro proporzionalità rispetto alla gravità delle violazioni.
  3. Il Consiglio di Gestione adotta un provvedimento motivato nei confronti dell’interessato, con il quale viene disposta l’irrogazione della sanzione o l’archiviazione della procedura.
  4. La comunicazione della decisione del Consiglio di Gestione viene comunicata all’interessato tramite posta elettronica certificata (PEC) dall’Ufficio Tutor. In caso di mancato ricevimento della comunicazione di contestazione di cui al periodo precedente per cause imputabili al destinatario, la comunicazione stessa si intende comunque ricevuta.

 

Art.12 – I provvedimenti sanzionatori: richiamo scritto, sospensione e cancellazione dall’Elenco

 

  1. Nei confronti degli iscritti all’elenco possono essere irrogate le seguenti sanzioni disciplinari:
  1. Il richiamo scritto, che consiste nella contestazione della mancanza commessa e nel richiamo dell’interessato ai suoi doveri e alla dignità professionale; di esso non viene data pubblicità;
  2. la sospensione per un periodo di almeno tre mesi, aumentabile fino ad un massimo di un anno, che consiste nell’esclusione temporanea dall’esercizio della professione;
  3. la cancellazione dall’elenco, che può essere decisa quando l’iscritto abbia gravemente compromesso la propria reputazione e/o la dignità dell’intera categoria e dell’Ente stesso, violando gravemente le norme, i regolamenti ed il codice deontologico.

 

In caso di recidiva, soprattutto nell’ipotesi di illeciti disciplinari identici, può essere applicata all’iscritto una sanzione disciplinare più grave di quella irrogata in precedenza.

 

Art. 13 – Accesso agli atti del provvedimento sanzionatorio.

 

  1. I soggetti sottoposti ai provvedimenti sanzionatori possono accedere ai documenti della procedura nella parte che li riguarda, in base alle disposizioni della L. 241/1990 in quanto applicabili e/o compatibili.
  2. Il diritto di accesso è riconosciuto, con le limitazioni e le esclusioni previste in base alla L.241/1990, in quanto applicabili e/o compatibili e avuta anche presente la tutela assicurata dall’ordinamento ai dati personali e alla riservatezza dei terzi, ai titolari di interessi diretti, concreti e attuali, corrispondenti a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l’accesso. Le richieste di accesso devono essere motivate, al fine di consentire,  in particolare, la verifica di sussistenza dei predetti interessi.
  3. L’esercizio del diritto di accesso è disciplinato dal Regolamento dell’ENM recante disposizioni per l’esercizio del diritto di accesso ai documenti formati e detenuti dall’ENM nell’esercizio dei propri compiti di gestione dell’elenco e di controllo sugli iscritti nell’elenco.
  4. Al fine di consentire una tempestiva disamina delle istanze, esse devono essere presentate utilizzando l’apposito modulo, disponibile nel sito internet dell’Ente, con atto distinto rispetto ad ogni altro atto presentato nel corso della procedura sanzionatoria (controdeduzioni, documentazione a supporto…).

 

Art.14 – Impugnazione del provvedimento sanzionatorio

 

  1. I provvedimenti sanzionatori sono impugnabili ai sensi di legge. Avverso la decisione può essere proposta impugnazione dall’interessato entro il termine perentorio di 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento.
  2. L’ENM, nel costituirsi in giudizio e nel corso di esso, presenta le memorie e produce gli atti e documenti a difesa della legittimità del provvedimento sanzionatorio.

 

Art. 15- Esecutività ed efficacia del provvedimento sanzionatorio

 

  1. I provvedimenti disciplinari diventano esecutivi quando siano decorsi i termini per l’impugnazione, senza che la stessa sia stata proposta, o quando l’impugnazione sia stata respinta. Al fine di rendere efficace il provvedimento disciplinare occorre, in ogni caso, che esso sia stato correttamente comunicato all’interessato nei modi previsti all’art. 11 comma 4.

 

Art.16 – Pubblicità  ed archiviazione delle deliberazioni

 

  1. I provvedimenti di sospensione e cancellazione , dopo essere divenuti esecutivi, sono annotati nell’Elenco e pubblicati nell’apposita sezione del sito web istituzionale dell’ENM. Nel caso della sospensione la pubblicazione del provvedimento avrà durata pari al periodo della sanzione. Nel caso della cancellazione, la pubblicazione del provvedimento avrà durata di 3 anni.
  2. I provvedimenti sanzionatori e l’atto di archiviazione sono inseriti, in originale, nell’apposito Archivio dell’ENM. Copia delle deliberazioni e di tutti gli atti e i documenti ad essa connessi sono inseriti nel fascicolo personale del tutor interessato e conservati presso l’ENM.

 

Art. 17 – Entrata in vigore

 

  1. Il presente Regolamento entra in vigore dalla data della sua pubblicazione sul sito istituzionale dell’ENM.
  2. A decorrere dalla stessa data, il presente Regolamento si applica ai procedimenti eventualmente pendenti, ferma la validità degli atti già compiuti.