PER GLI OPERATORI IN SERVIZI NON FINANZIARI AUSILIARI DI ASSISTENZA E MONITORAGGIO PER IL MICROCREDITO

 

TITOLO I

PRINCIPI GENERALI

 

Art. 1 – Finalità

 

  1. Le norme deontologiche sono essenziali per garantire la tutela dell’affidamento della collettività e dei beneficiari dei servizi prestati , la correttezza dei comportamenti, la qualità e l’efficacia della prestazione professionale degli operatori  in servizi ausiliari di assistenza e di monitoraggio, di seguito anche denominati “tutor”.

 

  1. La responsabilità disciplinare discende dalla inosservanza dei doveri e delle regole di condotta dettati dalla legge, dalle linee guida dell’elenco degli operatori in servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio in microcredito redatto e pubblicato  dall’Ente Nazionale per il Microcredito (di seguito E.N.M.) e dal presente codice deontologico.

 

  1. I principi, di seguito elencati, di riferimento per le modalità di trattamento dei beneficiari e la trasparenza e l’affidabilità nei rapporti con le Istituzioni, richiamano per analogia quelli fissati dal Codice europeo di buona condotta per l’erogazione di microcrediti, pubblicato dalla Commissione Europea.

 

  1. L’iscrizione a tale elenco avverrà su base strettamente personale al fine di tutelare la fede pubblica e la trasparenza dovuta in merito ai criteri valutativi quali quantitativi dell’attività svolta.

 

Art. 2– Doveri

 

  1. Il rapporto con il beneficiario dei servizi ausiliari obbligatori di microcredito è fondato sulla fiducia.

 

  1. Il tutor deve svolgere la propria attività con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale.

 

  1. Il tutor deve godere dei diritti civili e politici.

 

  1. Il tutor deve essere in possesso dei requisiti di onorabilità previsti dall’art. 10 delle Linee guida emanate dall’E.N.M. In particolare, il  tutor non deve aver riportato condanne penali, non deve essere stato destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa.

 

  1. Il tutor non deve essere a conoscenza di procedimenti penali pendenti.

 

  1. Il tutor, al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali, non deve accettare incarichi che non sia in grado di svolgere con adeguata competenza ed in contrasto con linee guida promosse dall’ E.N.M..
  2. Il tutor deve curare costantemente la preparazione e l’aggiornamento professionale, conservando e accrescendo le proprie conoscenze.

 

  1. Il tutor deve mantenere nei confronti dei colleghi e delle Istituzioni con cui interagisce un comportamento ispirato a correttezza e lealtà.

 

  1. Il tutor deve informare chiaramente il cliente, all’atto dell’assunzione dell’incarico, delle caratteristiche e dell’importanza di quest’ultimo e delle attività da espletare.

 

  1. Il tutor  deve altresì dare al cliente informazioni adeguate affinché il cliente possa compiere una scelta informata sotto il profilo finanziario.

 

  1. Il tutor che dà informazioni sulla natura dei servizi obbligatori prestati deve rispettare i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell’obbligazione professionale.

 

  1. Il tutor che apprenda, anche successivamente all’assunzione dell’incarico, dell’acquisizione di documenti falsi provenienti dalla parte assistita non può utilizzarli o deve rinunciare all’incarico.

 

  1. Nelle informazioni al pubblico il tutor non deve indicare il nominativo dei propri clienti, a meno che questi vi consentano.

 

  1. Il tutor non deve accettare alcun pagamento ulteriore rispetto a quanto contrattualmente previsto con l’operatore di micro finanza.

 

  1. Parimenti il tutor non deve accettare regalie o benefici di qualsiasi forma da parte del soggetto  beneficiario del finanziamento di microcredito, o da parte di diverso soggetto a lui riconducibile.

 

  1. La violazione dei doveri di cui sopra costituisce illecito disciplinare perseguibile con sanzioni come previsto dall’art.23 e ss. delle Linee guida.

 

Art. 3 – Incompatibilità

 

  1. Il tutor non può svolgere attività incompatibili con la permanenza della propria iscrizione all’elenco e con i doveri di indipendenza, dignità e decoro della sua professione. Ove tali incompatibilità dovessero sopravvenire, deve darne puntuale notizia all’E.N.M.

 

Art. 4- Conflitti d’interesse

 

  1. Il tutor, nell’esercizio dell’attività professionale, deve difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti di ogni genere, anche correlate ad interessi riguardanti la propria sfera personale.

 

  1. Il tutor gestisce i conflitti di interesse  adottando idonee misure organizzative adeguate alla natura, alla dimensione ed alla complessità dell’attività svolta, in modo da evitare conflitti che incidano negativamente sugli interessi dei clienti.

 

  1. Il tutor deve comunicare tempestivamente al cliente l’esistenza di circostanze impeditive per la prestazione dell’attività richiesta.

 

  1. Il tutor deve astenersi dallo svolgimento dei servizi ausiliari se:
  1. tale attività può determinare un conflitto non superabile con gli interessi del cliente o interferire con lo svolgimento di un altro incarico del tutor, anche non professionale;
  2. il cliente è il coniuge, il convivente more uxorio, i figli ed ogni altro parente entro il quarto grado delloperatore territoriale in servizi ausiliari di assistenza e di monitoraggio del microcredito.

 

Art. 5 – Responsabilità disciplinare

 

  1. Il tutor è personalmente responsabile per condotte a lui ascrivibili, anche se dovesse operare tramite dipendente, collaboratore o in rappresentanza di una persona giuridica.

 

Art. 6 – Informazione sull’esercizio dell’attività professionale

 

  1. Le informazioni diffuse pubblicamente dal tutor con qualunque mezzo, anche informatico, debbono essere trasparenti, veritiere, corrette, non equivoche, non ingannevoli, non denigratorie o suggestive e non comparative.

 

  1. In ogni caso le informazioni offerte devono fare riferimento alla natura e ai limiti dell’obbligazione professionale.

 

Art. 7 – Potestà disciplinare

 

  1. Spetta all’E.N.M. la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa.

 

  1. La sanzione deve essere commisurata alla gravità del fatto, al grado della colpa, all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato, precedente e successivo al fatto, avuto riguardo alle circostanze, soggettive e oggettive, nel cui contesto è avvenuta la violazione.

 

  1. Nella determinazione della sanzione si deve altresì tenere conto del pregiudizio eventualmente subito dal  cliente a causa dell’opera svolta dal tutor, della compromissione dell’immagine del professionista, della vita professionale e dei precedenti disciplinari.

 

TITOLO II

RAPPORTI

 

Art. 8 – Conferimento dell’incarico

 

  1. L’incarico è conferito dall’operatore di microcredito con contratto da stipularsi in forma scritta.

 

Art.9 – Adempimento dell’incarico

 

  1. L’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza e la possibilità di svolgerlo. A tal fine, il tutor deve essere in possesso dei requisiti di professionalità previsti dall’art.9 delle Linee guida dell’ENM.

 

  1. Costituisce violazione dei doveri professionali il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti all’incarico, quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi del cliente.

 

  1. Nel trattamento dei beneficiari il tutor non fa discriminazioni per motivi etnico-razziali, di genere, di affiliazione politica, di disabilità, di fede religiosa o di orientamento sessuale. Il trattamento non discriminatorio è importante per permettere l’accesso ai servizi finanziari a tutti i beneficiari in grado di avvalersene; inoltre promuove la fiducia dei beneficiari nella correttezza del tutor.

 

  1. I tutor valutano le capacità di restituzione e assunzione di prestiti sulla base di sufficienti informazioni fornite dal cliente per evitare un indebitamento eccessivo di costui.

 

Art. 10 – Riserbo e dovere di segretezza e riservatezza

 

  1. Il tutor è tenuto al puntuale rispetto di quanto previsto in tema di trattamento dei dati sensibili da parte della normativa sulla privacy vigente. Altresì sarà tenuto, nell’interesse del cliente, alla rigorosa osservanza della segretezza e al massimo riserbo su fatti e circostanze in qualsiasi modo apprese in occasione della attività di assistenza, e/o comunque per ragioni professionali.

 

  1. L’obbligo del segreto va osservato anche quando l’incarico sia concluso, rinunciato o non accettato.

 

  1. Parimenti è vietato al tutor diffondere notizie, filmati, interviste non previamente autorizzate dal cliente.

 

  1. Il tutor deve adoperarsi affinché il rispetto del segreto professionale e del massimo riserbo sia osservato anche  da eventuali collaboratori, in relazione a fatti e circostanze apprese per effetto dell’attività svolta, fermo il concetto della responsabilità personale del tutor stesso.

 

  1. Il tutor dovrà comunicare all’ E.N.M. tutti i dati in suo possesso ai fini di consentire il controllo svolto dall’Ente stesso.

 

  1. È consentito al tutor  derogare ai doveri di cui sopra qualora la divulgazione di quanto appreso sia necessaria:
  1. per impedire la commissione di un reato;
  2. nell’ambito di una procedura disciplinare;
  3. nell’ambito di richieste pervenute da parte della autorità giudiziaria.

 

  1. In ogni caso, la divulgazione dovrà essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato.

 

Art. 11 – Rinuncia all’incarico

 

  1. Il tutor ha la facoltà di recedere dall’incarico, con le cautele necessarie per evitare pregiudizi al cliente, previa motivata comunicazione al soggetto committente.

 

  1. In caso di rinuncia all’incarico il tutor deve dare al cliente un congruo preavviso e deve informarlo, senza comprometterne l’attività svolta.

 

  1. Il tutor, dopo la rinuncia all’incarico, nel rispetto degli obblighi di legge, non è responsabile per la mancata successiva assistenza, qualora non sia nominato in tempi ragionevoli altro operatore.

 

Art. 12 – Area di svolgimento dell’attività di tutor

 

  1. È previsto che le prestazioni professionali del tutor vengano svolte in luoghi idonei all’attività di microcredito, quali istituti finanziari, sede del richiedente credito, ufficio operatore , realtà associative collegate, sportelli informativi E.N.M.

 

Art. 13 – Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti

 

  1. La ritorsione o la provocazione o la reciprocità delle offese non escludono la rilevanza disciplinare della condotta.

 

Art. 14 – Rapporti con i collaboratori dello studio e con i terzi

 

  1. Il tutor deve tenere un comportamento corretto e rispettoso nei confronti dei propri collaboratori, delle istituzioni e di tutte le persone con le quali venga in contatto nell’esercizio della professione.

 

Art. 15 – Rapporti con l’E.N.M.

 

  1. Premessa la natura personale dell’iscrizione all’elenco, il tutor deve dare comunicazione scritta e immediata all’E.N.M. circa la propria appartenenza ad associazioni, società professionali, in merito a rapporti giuslavoristici in essere, nonché in merito all’apertura di studi principali, secondari, dei recapiti professionali e dei successivi eventi modificativi.

 

  1. Il tutor deve rispettare le linee guida dell’Elenco di appartenenza che concerne gli obblighi e i programmi formativi.

 

  1. Qualora l’E.N.M. richieda al tutor chiarimenti, notizie o adempimenti in relazione a situazioni segnalate da terzi, tendenti ad ottenere notizie o adempimenti nell’interesse degli stessi, la mancata sollecita risposta dell’iscritto costituisce illecito disciplinare.

 

  1. L’ENM esegue periodicamente valutazioni dei tutor per accertarne le prestazioni, il comportamento etico, la condotta professionale e la qualità delle relazioni con i beneficiari.

 

TITOLO III

DISPOSIZIONE FINALE

 

Art. 16 – Entrata in vigore

 

  1. Il presente codice deontologico entra in vigore decorsi sessanta giorni dalla sua pubblicazione nel sito istituzionale dell’ENM, www.microcredito.gov.it.